AVVENTO TEMPO DI ATTESA

Ascensione del Signore

Gesù è il Vivente. Al termine della sua missione terrena è  asceso al cielo. L’Ascensione del Signore non è un episodio da  considerare isolatamente, ma un aspetto del mistero pasquale.  Collocato tra la Pasqua e la Pentecoste, è la celebrazione di quel  “frattempo” che intercorre tra lo scomparire del Risorto e una nuova  forma di presenza. In questo frattempo, Gesù prepara gli apostoli e i  primi discepoli, la Chiesa nascente, a vivere la sua stessa missione  che egli ha trasmesso loro e che potranno realizzare proprio grazie  alla sua nuova presenza, non più fisica ma spirituale, e sotto l’azione  dello Spirito Santo che presto riceveranno. Oggi il Signore ascende al  cielo. E mentre chi sperimenta con gli apostoli l’assenza fisica del  Signore si chiede guardando il cielo: “Ora cosa sarà?”, il Vangelo  rimanda alla concretezza della terra e alla missione. Il Risorto, che  ha costituito gli Undici suoi collaboratori per mandarli ben al di  là delle frontiere della Palestina, oggi invia ogni credente in tutto  il mondo a proclamare il Vangelo ad ogni creatura. 

Elevato al cielo Cristo indica ai suoi il nuovo orizzonte  dell’umanità salvata: essere per sempre con Dio. Egli associa al suo  trionfo ogni battezzato, così i credenti sono già il popolo santo di Dio  che ha vinto la morte ed è entrato con Cristo nel Santuario del cielo. 

Egli non abbandonerà coloro che sono diventati suoi per il Battesimo,  ma sarà con loro fino al suo ritorno glorioso. 

Signore Gesù, hai compiuto la tua missione e ritorni al Padre,  ma i tuoi amici ancora non hanno compreso tutto. Hai promesso il tuo  Spirito e li hai invitati a prepararsi, pregando e amandosi, prima di  andare nel mondo. Anche noi non abbiamo capito, siamo spauriti,  guardiamo il cielo e non ti vediamo più. Apri il nostro cuore all’azione  dello Spirito Santo. 

don Francesco, vostro parroco 

Avvisi settimanali (16/05/2021 – 23/05/2021)

  • In questo mese di maggio pregheremo ogni giorno, dal lunedì al venerdì, il santo  Rosario, in Collegiata alle ore 20, tranne quando saranno comunicate altre iniziative  di preghiera. 
  • Domenica 16 maggio alla Messa delle ore 10, Prime Comunioni per il secondo  gruppo dei nostri ragazzi. Chiediamo alla Comunità, date le norme ancora attuali di  distanziamento, di lasciare riservato lo spazio alle loro famiglie, scegliendo un altro  orario per la partecipazione alla Messa (sabato ore 18,00 e domenica ore 8,00 e  20,00). 
  • Lunedì 17 maggio, in Collegiata alle ore 17 Via Lucis. Percorso nel quale si ricordano e  si celebrano le apparizioni di Gesù Risorto fino al dono dello Spirito Santo a  Pentecoste. Sono invitati i bambini della catechesi delle Elementari. Aperta a tutta la  Comunità. 
  • Martedì 18 maggio, in Collegiata alle ore 20 Via Lucis. Sono inviati i ragazzi della  catechesi delle Medie e tutta la Comunità 
  • Giovedì 20 maggio, Festa di San Bernardino, co-patrono della nostra Città. Alle ore  20, in Collegiata, Santa Messa. La sua statua sarà in Collegiata da venerdì 14 maggio  e sarà posta all’altare a lui dedicato. 
  • Venerdì 21 maggio, penultimo incontro per il Corso fidanzati, in Oratorio alle 20. Sabato 22 maggio, confessioni dalle 16 alle 17,45. 
  • Sabato 22 maggio alla Messa delle ore 18 e domenica 23 maggio alla Messa delle ore  10 saranno Cresimati i nostri ragazzi, suddivisi in due gruppi. Chiediamo alla  Comunità, date le norme ancora attuali di distanziamento, di lasciare riservato lo  spazio alle loro famiglie, scegliendo un altro orario per la partecipazione alla Messa  (domenica in Collegiata alle ore 8,00 e 20,00 – al Monastero alle ore 10,30). 
  • Sabato 22 maggio, al Monastero Veglia di Pentecoste alle ore 19. Domenica 23 maggio, in Collegiata, alle ore 15,30 Cresime di Romarzollo. RACCOLTA VIVERI PRO CARITAS 

A partire da sabato 1° maggio e così, per tutte le domeniche del mese mariano, i  Gruppi di Catechesi sono invitati alla solidarietà raccogliendo alle celebrazioni festive  (sabato sera e domenica) nelle apposite scatole, che saranno poste in Collegiata, generi alimentari a lunga conservazione (pasta, riso, olio, zucchero, farina, latte,  tonno, fagioli, piselli, pelati, biscotti, pannolini). (vedi locandina) 

  • Se ci fosse qualche persona anziana o ammalata che desidera essere visitata da un  sacerdote o desidera la Santa Comunione contatti don Francesco al 340 26 20 320 o  l’ufficio parrocchiale al 0464 516314 il martedì e il venerdì dalle ore 9 alle 11.30. 
  • TelePace Trento trasmette ogni giovedì alle ore 16, il Rosario registrato in Collegiata  il 4 marzo. 

Per chi desidera essere al corrente delle iniziative della Parrocchia sono disponibili gli  Avvisi posti alle porte di uscita della chiesa, dopo le Messe domenicali. Si possono  ricevere anche via email richiedendoli su: arco@parrocchietn.it

Avvisi settimanali 25 aprile – 2 maggio

Avvisi settimanali dal 25 aprile al 2 maggio 2021 

Lunedì 26 aprile, Direttivo Noi Oratorio Arco-Oltresarca alle ore 19.30, in Oratorio. 

Venerdì 30 aprile, continua il Corso fidanzati alle ore 20, in Oratorio. 

Sabato 1° maggio la Santa Messa delle 8.30 sarà celebrata in onore di  San Giuseppe lavoratore. 

Anno di S. Giuseppe 

Dall’8 dicembre 2020 all’8 dicembre 2021 Papa Francesco ha promulgato l’anno in  onore di S. Giuseppe con la possibilità di ricevere l’Indulgenza plenaria il 19 marzo,  il 1° maggio, la Festa della Sacra Famiglia, ogni 19 del mese e tutti i mercoledì  secondo le condizioni stabilite: preghiera del Credo, Padre nostro, Ave Maria e  Gloria, secondo le intenzioni del Santo Padre. Confessione e Comunione, preghiera  a S. Giuseppe e un Atto di Carità in onore di San Giuseppe.

 

Sabato 1° maggio, confessioni dalle 16 alle 17,45. 

RACCOLTA VIVERI PRO CARITAS 

A partire da sabato 1° maggio e così, per tutte le domeniche del mese  mariano, i Gruppi di Catechesi sono invitati alla solidarietà raccogliendo  alle celebrazioni festive (sabato sera e domenica) nelle apposite scatole,  che saranno poste in Collegiata, generi alimentari a lunga conservazione  (pasta, riso, olio, zucchero, farina, latte, tonno, fagioli, piselli, pelati,  biscotti, pannolini). 

Se ci fosse qualche persona anziana o ammalata che desidera essere  visitata da un sacerdote o desidera la Santa Comunione contatti don  Francesco al 340 26 20 320 o l’ufficio parrocchiale al 0464 516314 il  martedì e il venerdì dalle ore 9 alle 11.30. 

TelePace Trento trasmette ogni giovedì alle ore 16, il Rosario registrato  in Collegiata il 4 marzo. 

L’ufficio parrocchiale è aperto il martedì e il venerdì dalle ore 9 alle  11,30. 

Per chi desidera essere al corrente delle iniziative della Parrocchia sono disponibili gli  Avvisi posti alle porte di uscita della chiesa, dopo le Messe domenicali. Si possono  ricevere anche via email scrivendo a: arco@parrocchietn.it

IV Domenica di Pasqua – Il pastore che guida alla salvezza

Il Vangelo della 4^ domenica di Pasqua è preso ogni anno  dal capitolo 10 dell’evangelista Giovanni, dove Gesù stesso si  presenta come Colui che passando per la morte e risorgendo a  vita nuova, è il vero buon Pastore, che guida il suo popolo per  le vie della storia verso la meta eterna dell’incontro con il Padre. 

I tre momenti della missione del Buon Pastore sono: il suo  ministero, durante la sua vita pubblica; il dramma della sua  passione, morte e risurrezione; le apparizioni da Risorto. Come  vero Pastore ha lasciato ai suoi e a tutta la Chiesa il dono del  suo Corpo e del suo Sangue, segno di quell’amore che giunge  fino al dono della vita. Dopo la risurrezione, Gesù non muove  rimproveri agli apostoli, ma li richiama alla fede e alla  comprensione della sua Parola, li conforta, cammina accanto a  loro come pellegrino sulle strade della storia, condivide con loro  il banchetto fraterno. Gesù è Pastore: si impegna per la vita del  suo gregge, pronto anche a pagare di persona. La missione di  Cristo, continuata dagli Apostoli e dai loro successori, ha visto il  succedersi di molti pastori nella storia della Chiesa. Hanno  avuto e hanno il compito di rendere visibile la presenza di  Cristo: sono chiamati “ministri” del Signore, vale a dire servitori  di Cristo e dei loro fratelli, e specialmente dei poveri.  

Gesù, bello e buon pastore, hai visto i tuoi fratelli smarriti,  preda dei lupi, ingannati dai mercenari, laceri e affamati nel  deserto. Hai detto al Padre: “Vado io”. E lui ti ha lasciato partire,  perché il grido degli altri figli aveva già trafitto il suo cuore. Tu  sei sceso, li hai chiamati per nome, la tua voce dolce e forte ha  svegliato la speranza: ti hanno seguito, sono rinati. Non ti è  bastato. Li volevi figli come te. In loro hai trasfuso la tua stessa  vita e il Padre ti ha reso il Pastore, per sempre. 

don Francesco, vostro parroco 

III Domenica di Pasqua – Riconoscere il Signore risorto

Il Vangelo della terza domenica di Pasqua ci riporta l’apparizione  del Risorto agli apostoli nel cenacolo a Gerusalemme. In tutti i  racconti delle apparizioni di Gesù dopo la resurrezione c’è un dato  costante: i discepoli non lo riconoscono. L’apparire improvvisamente  è un modo per presentare la realtà nuova del Risorto. Come per i  discepoli di Emmaus, il punto di arrivo a cui il Risorto vuol condurre  gli Undici è di ri – conoscerlo vivente e credere in Lui. Il Signore  appare al gruppo degli Undici, i primi credenti. Nonostante le  testimonianze precedenti permangono i dubbi e le difficoltà a credere.  Gesù da prova di grande pazienza: dialoga con loro, accoglie i loro  dubbi, è attento alle loro difficoltà, li conduce poco alla volta ad una  realtà nuova che li supera e li trascende. Fa loro il dono di  sperimentare la verità della sua presenza corporea: li invita a toccare  e guardare, chiede loro del cibo per condividere ancora quella  convivialità, che apparteneva al loro vivere insieme. Li invita a  rileggere le Scritture alla luce della sua passione, morte e  resurrezione: a riconoscere che lui, Il Risorto, altri non è che il  Crocifisso, passato da questo mondo al Padre. Le apparizioni non  sono mai rivolte ai singoli, anche quando Gesù appare ad uno solo; vi  è sempre l’invito a portare l’annuncio ai fratelli. 

Signore Gesù, quanta fatica hai affrontato per aiutare i tuoi amici  a riconoscerti risorto, lo stesso di prima, ma tutto nuovo. Hai  mangiato del pesce, ma avevi fame della fede degli apostoli, prima, e  di tutti gli altri, dopo. Grazie a loro, anch’io ti ho conosciuto, ho visto  te nella Chiesa, ho ricevuto la tua Parola e la tua Vita. Aiutami ad  essere vero: che io non dica di conoscere te, di amarti davvero,  mentre non riconosco il tuo volto nel fratello.  

don Francesco, vostro parroco 

II Domenica di Pasqua – Il risorto in mezzo ai suoi

La seconda domenica di Pasqua è chiamata  tradizionalmente “domenica in albis” o “della Divina Misericordia”. E’ la domenica dei doni del Signore Risorto e della beatitudine dei  credenti. Gesù – racconta l’evangelista Giovanni – si presenta in  mezzo ai suoi amici e dona la sua pace, radice dell’unità e  dell’aiuto tra i fratelli; trasmette la propria missione agli apostoli,  perché continuino a realizzarla visibilmente nel mondo; quindi  realizza la promessa del dono dello Spirito Santo, che li rende  capaci di fare le stesse opere, a cominciare dal perdono dei  peccati, manifestazione della meravigliosa misericordia di Dio. La  difficoltà di Tommaso a credere alla testimonianza degli altri  apostoli apre la strada alla nostra fede, senza pretendere di  vedere, e alla nostra beatitudine (“beati quelli che non hanno  visto e hanno creduto!”), in attesa dell’incontro definitivo con il  Signore, quando ci presenteremo davanti a Lui. 

Il primo e necessario dono del Risorto è la PACE. Per ben  tre volte con le parole “Pace a voi”, Gesù, il Vivente, saluta gli  apostoli. Il dono della pace raggiunga tutti noi, le nostre  famiglie, la nostra comunità, la Chiesa tutta e l’umanità, in  questo tempo di prova e sofferenza, a causa della pandemia e  delle sue conseguenze psicologiche, relazionali, sociali ed  economiche. 

Apostoli del Signore non attendevate nessuna novità. Sulla pietra  del sepolcro per voi era scritta la parola: fine!, parola capace di  uccidere la speranza. Tre giorni di paura, voglia di tornare  ognuno a casa sua. E poi la incredibile realtà: “Pace a voi”, ed è  lui, vivo. Avete ricevuto la missione che lui stesso aveva dal  Padre, avevate bisogno dello Spirito e ne siete stati riempiti.  Anch’io, grazie a voi, ho ricevuto il perdono che rende nuovi, e,  grazie a Tommaso, credo senza vedere e sono beato.  

  

don Francesco, vostro parroco 

Domenica di Pasqua

“Cristo è risorto! E noi abbiamo la possibilità di aprirci e ricevere il suo dono di speranza. Apriamoci alla speranza e mettiamoci in cammino; la memoria delle sue opere e delle sue parole sia luce sfolgorante, che orienta i nostri passi nella fiducia, verso quella Pasqua che non avrà fine.”

Papa Francesco

 

Cristo è risorto, con Lui fiorisce la nostra fede, rinasce la speranza, l’amore diviene vita. La gioia della Pasqua riempia i nostri cuori.

 

Buona Pasqua a tutti!

Sabato Santo

Signore Gesù Cristo, nell’oscurità della morte Tu hai fatto luce; nell’abisso della solitudine più profonda abita ormai per sempre la protezione potente del Tuo amore; in mezzo al Tuo nascondimento possiamo ormai cantare l’alleluia dei salvati. Concedici l’umile semplicità della fede, che non si lascia fuorviare quando Tu ci chiami nelle ore del buio, dell’abbandono, quando tutto sembra apparire problematico; concedici, in questo tempo nel quale attorno a Te si combatte una lotta mortale, luce sufficiente per non perderti; luce sufficiente perché noi possiamo darne a quanti ne hanno ancora più bisogno. Fai brillare il mistero della Tua gioia pasquale, come aurora del mattino, nei nostri giorni; concedici di poter essere veramente uomini pasquali in mezzo al Sabato santo della storia. Concedici che attraverso i giorni luminosi e oscuri di questo tempo possiamo sempre con animo lieto trovarci in cammino verso la Tua gloria futura.

 

 

Venerdì Santo

Riscopriamo il volto sofferente dell’Uomo-Dio e in esso le angosce della storia umana, ma illuminata da una luce di reale speranza.

“Croce solitaria ti incontro sul mio cammino, ti amo nello spavento; tu sei la mia ancora, tu parli alla mia anima; nelle ore più forti sento piantata nel mio cuore, ti disprezzo e ti amo, ti disprezzo, ma, povero me se tu scomparissi dal mio sentiero della vita”

Don Zeno Saltini