AVVENTO TEMPO DI ATTESA

Luoghi comuni 9 – Gli altri? Ostacolano la fede!

Che a messa ci vada solo il 20 per cento dei battezzati (quando va bene…), e che l’età media sia sempre più alta, è forse imputabile alle altre religioni? Che le regole di vita buona della fede cristiana valgano a seconda dei casi, è forse colta degli altri credenti?

Avete mai visto orde di musulmani o bande di buddisti che impediscono ai cristiani di entrare in cattedrale? Oppure ai giovani di frequentare il seminario?

Forse sono state ridotte le processioni perché i protestanti hanno chiesto di non farle? O sono state chiuse le chiese perché sono insorti gli induisti?

Il problema non sono gli altri, siamo noi. Perché, contrariamente al vociare confuso, ogni incontro non costituisce altro che motivo di indagine e di verifica innanzitutto  su chi siamo noi, sulle nostre storie e tradizioni, sui nostri principi.

E’ solo in tal modo che l’altro diventa non un ostacolo, un avversario, un rivale, ma paradossalmente un facilitatore, per una migliore comprensione della nostra fede e della storia a cui apparteniamo.

Non va imputata agli altri la disaffezione al mondo, alle scelte di fede, alla necessità di conoscere; va addebitato a noi il dovere di superare l’ignoranza, e di essere onesti, soprattutto con noi stessi.

Centro per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso – Trento 2017

Luoghi comuni 8 – Meglio atei che violenti!

E’ una forte attrattiva il fondamentalismo. Si, è una forte seduzione per tutti i credenti, a qualsiasi religione aderiscano. Fondamentalista è chi è incapace di cogliere il senso del Mistero, che sempre ci supera, richiudendo invece le singole parole in un freddo e semplicistico ruolo storico statico.

Di norma il fondamentalismo unisce sempre i tradizionalisti, ovvero i cultori dei una sacralità più formale che sostanziale, più rituale che di senso. Che vivono nella paura. Per l’interpretazione delle parole, per la traduzione dei verbi, per la diffidenza (se non proprio vero odio) nei confronti del mondo.

Per difendersi il fondamentalismo necessita di crescere in etichette, nascondendosi all’insegna di un vago concetto di tradizione, ben sapendo che, al contrario, questa raffigura una dimensione da sempre in continuo movimento.

Come risposta a questa visione, nell’odierno mondo frastagliato, si può sentir dire che tutte le religioni (tranne la propria, ovviamente!) fomentano solo violenze, scontri e guerre. E che per salvarsi non si può far altro che annientare l’avversario.

Tutto ciò, oltre ad essere avverso ad ogni sano principio religioso, rischia di volgarizzare la fede e, al contrario, di trasformarla in una brutta e pericoloso ideologia.

Centro per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso – Trento 2017

Luoghi comuni 7 – Si è sempre fatto così!

Sono sempre di più quelli che si fregiano di tale affermazione senza aver mai preso in mano un libro di storia, senza aver mai cercato di conoscere, e soprattutto senza aver mai voluto pensare seriamente superando le tante banalità!

Ma quand’è che veramente si è sempre fatto così?

Persino il povero Papa Francesco viene accusato ogni giorno, senza mezzi termini, di rinnegare storie e tradizioni bimillenarie.  Ma è proprio vero che Gesù e suoi primi discepoli, due mila anno orsono, hanno codificato in modo ininterrrotto questi attuali due mila anni di tradizione cristiana?

LE basiliche son lasciti del tempo romano, i titoli ecclesiastici di tradizioni medievali; gli abiti liturgici arrivano dall’Egitto e li abbiamo modificati all’inverosimile; la prima lingua del cristianesimo, il greco, è stata presto soppiantata da lingue più volgari che sacre; per i sacramenti dobbiamo aspettare il Concilio di Trento, mentre per l’ultimo dogma il 1950; il Corpus Domini è del 1264, la Via Crucis trova forma nel XVII secolo …

Tolti i fondamentali (che purtroppo non sempre distinguiamo dalle tradizioni!) la storia ci insegna che, al contrario, non si è mai sempre fatto così: la fede, fortunatamente, supera i tempi e anche noi stessi.

Centro per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso – Trento 2017

Luoghi comuni 6 – Io non sono razzista ma …

Facilissimo sentirlo tra il vociare dei nostri mondi, questo slogan è uno dei più sdoganati. Mentre ci si nasconde all’ombra di una fredda retorica, cresce a dismisura un razzismo peloso sempre più infido.

Nei confronti di tutti. L’importante – per il razzista medio – è stare nel gruppo, dove mostrarsi intollerante diventa un’ancora di salvezza una prova di coraggio e di autonomia.

Il contagio ormai dilaga vertiginosamente; poco importa se le parole offendono, se le notizie non sono attendibili, se i racconti non trovano fonti: l’importante è partecipare, e così sentirsi importanti, osservati, adulati.

Due mondi stanno diffondendo il contagio in modo pericoloso e perfido: gli adulti e i social.

Sì, il mondo adulto ha esasperato gli animi riversando sui giovani tutto il possibile: parlar male degli altri, deridere chi la pensa in modo diverso, denigrare per il colore della pelle, fregarlo, sta diventando un fatto di moda. Se poi a farlo è un politico o un amministratore, l’effetto diventa più dirompente.

A rendere le cose più drammatiche ci pensa la rete: i social diventano il luogo preferito per lanciare e linciare, per colpire e coprire.

Come salvarsi? Imparando ad usare il cervello più che la pancia, e il pensiero più che il torpore.

Centro per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso –  Trento 2017

2 Domenica di Avvento

"Voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore" (Mc 1,3)

Avvento
non è come la la fila che fai al negozio per acquistare i regali,
non è un’attesa forzata,
è un cammino di libertà nella fedeltà.

Nell’avvento ognuno di noi è atteso da Dio.
Ognuno di noi si accorgerà
che sapersi atteso lo farà percepire che la sua vita vale e vale molto.

Non siamo attesi da uno qualsiasi, ma da quel Dio che per noi ha dato tutto se stesso e non smette mai di amarci.

Attendi qualcuno?
Vagli incontro, non perdere quest’occasione,
cogli l’attimo di gioia che ti accompagnerà per tutta la vita.

L’avvento è trovare il tempo per fare deserto dentro di noi e ascoltare la voce dei profeti.

Io aspetto la venuta del Signore, la sua consolazione è alle porte, ma non resto con le mani in mano. “Spiano nella steppa la strada per il nostro Dio” (Is 40,3) “mentre aspetto e affretto la venuta del giorno dell’incontro” (2Pt 3,12).

Aspettare a affrettarsi è agire cristiano. Per il credente la pazienza non è rifiuto dell’impegno, anzi è lotta coraggiosa con diverso stile per trasformare la terra. La gioia definitiva verrà nel momento in cui tutti gli uomini si affretteranno a correre verso il Signore, ma più tenacemente costruirò la città terrena come frontiera di concordia, più questo mondo, attraverso il mio impegno, si trasformerà, anticipando il ritorno del Maestro.

Caritas parrocchiale

La Caritas parrocchiale e il Centro di Ascolto hanno sede in Piazza delle Canoniche n 9

telefono: 0464 – 518669

Orario di apertura:

  • lunedì  dalle 16 alle 17
  • mercoledì dalle 15 alle 17
  • giovedì dalle 9 alle 11
  • venerdì dalle 15 alle 17
  • sabato chiuso

Catechesi parrocchiale

Vi racconto qualcosa di Qualcuno che è importante per me!

 

Questo in sintesi è la catechesi! Per aiutare e preparare i nostri bambini e ragazzi all’incontro con Gesù si sono previsti dei percorsi tematici distinti per età: terza elementare – la riconciliazione; quarta elementare –  l’Eucaristia; quinta elementare –  le parabole; prima media –  i valori; seconda media –  lo Spirito.

Per informazioni contattare il parroco don Walter: 0464 516314