AVVENTO TEMPO DI ATTESA

San Giovanni al Monte

Si tratta di un edificio adibito a colonia per campeggi estivi di gruppi parrocchiali, scout ecc.
La colonia dispone di 50 posti letto suddivisi in 5 camerate, le camere sono composte da 10/15 letti a castello con bagno e doccia.
Al piano terra si trova una cucina attrezzata con tutto il necessario pentolame ecc..
disponiamo di una sala mensa e abbiamo una zona deposito per gli animatori.
sempre al piano terra si trovano altre 5 docce, un bagno e il magazzino delle pulizie.
Lo spazio esterno non è molto ampio, ma c’è una parte coperta da un tendone, per l’esterno disponiamo di 15 tavoli con annesse panche, ci sono anche 2 calcetti.
A pochi metri dalla colonia c’è un rifugio dove si trova il campo da calcio che i gestori  lasciano usare.
La mail di riferimento è: coloniasangiovanni@gmail.com
Recapito telefonico Franco Righi  3473126425

Luoghi comuni 5 – Con tutti ‘sti stranieri!

Come districarsi in mezzo a tutti ‘sti stranieri? Come fare tra arabi e musulmani sempre in mezzo a noi?

Primo: oggi non si può più affermare (se mai fosse stato possibile…) che i trentini son cattolici e gli stranieri musulmani. I cosiddetti trentini “da sempre” che han scelto di aderire ad altre religioni oggi sono sempre di più; il fascino dell’Oriente sembra notevole, ma anche altre Chiese cristiane, oltre a quelle storiche, così come nuove denominazioni spirituali, rappresentano forti attrattive per quel trentino medio che affonda “da sempre” le sue radici nella storia.

Secondo: gran parte di quanti identifichiamo come stranieri son cristiani appartenenti a varie denominazioni, presenti in Trentino non da ieri, che messi insieme, superano di gran lunga tutti i musulmani. Ricordiamoci infatti che non sempre l’abito fa il monaco: una donna velata potrebbe essere musulmana, certo, ma anche cristiana, copta o afgana, oppure indù, o semplicemente con i capelli in disordine!

Terzo: se una persona nata a Trento da genitori che vivono qui da oltre quindici anni, a loro volta figli di madri e padri residenti in Trentino da decenni, di che razza di straniero stiamo parlando? Mah ..

Centro per l’Ecumenismo ed il Dialogo Interreligioso – Trento 2017

Luoghi comuni 4 – Allàh e Dio: impariamo a parlare!

Quanto è importante capirsi, e quanto è importante conoscere le parole e il loro significato! A partire da Dio e dalla sua appartenenza linguistica.

Per chi vive in Italia Dio è per tutti comprensibile, così come God è comprensibile per gli inglesi, Bog per i russi, Gott per i tedeschi, Dieu per i francesi e Dios per gli spagnoli. E per gli arabi?

Allàh è il termine che contraddistingue Dio; quindi chi parla arabo non potrà che dire Allàh.

Ma dire musulmano non significa dire arabo: i musulmani arabi sono circa solo il dodici per cento di tutti i musulmani. Il più vasto Paese islamico è infatti l’Indonesia che non ha niente di arabo, né lingue né cultura. Inoltre tra gli arabi ci sono molti cristiani (pensa ai copti in Egitto, ai maroniti in Libano), ma ci sono anche ebrei, e ovviamente atei…

Ricordiamocelo, allora quando offendiamo o denigriamo Allàh, o quando, volendolo semplicemente screditare, lo identifichiamo come il Dio dei musulmani per quanti nel mondo parlano l’antica lingua della penisola araba Allàh è Dio.

Evitiamo dunque il rischio che le parole ci travolgano, e che, come sovente accade, nel travolgerci provochino un’onda d’urto da cui nessuno riesce più a salvarsi!

Centro per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso – Trento 2017

Luoghi comuni 3 – Il nostro Dio non è degli altri!

C’è un documento, sottoscritto nel 1965 dalla Chiesa cattolica, che in poche semplici righe riassume un concetto tra i più importanti: Dio ha fatto abitare la terra da tanti popoli con lo scopo di lasciarsi cercare; una ricerca che si concluderà solo quando tutti saranno immersi in quest’unico eterno Mistero (Nostra Aetate).

E’ un testo che riprende una preziosa citazione tratta dagli Atti degli Apostoli: Dio un solo uno Dio ha fatto abitare tutto il genere umano; e questo l’ha fatto perché ogni uomo lo cerchi, anche a tentoni. Poiché in verità nessuno è lontano da lui. (17).

Non sono forse parole liberanti e per tutti cariche di speranza? Eppure eccoci qui a rimarcare, a riaffermare, a riprendere, a rilevare, a sottolineare. A denunciare.

Certo, sono infiniti i nomi che ci parlano di Dio, le cui descrizioni rimarranno per sempre altrettanto sconfinate, così come le parole che invano da sempre tentano di comprenderne i dettagli. Dio però sfugge a tutte le categorie, ai vari tentativi di farne un idolo da contrapporre ad altri idoli. Questa è la realtà.

Nessuno l’ha mai visto, scrive san Giovanni. Quindi, come dicono i giovani, “Keep Calm”! Rilassatevi!

L’importante è che Lui ci sia e che per Lui, anche se in modo disordinato, ci sia posto! Tutto il resto, dice ancora la Scrittura … è vanità.

Centro per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso – Trento 2017

Luoghi comuni 2 – Infedele a Chi?!

Ci siamo scambiati per secoli accuse di reciproca infedeltà, denigrandoci l’un l’altro in malafede. Ma ce cosa significa realmente infedele?  O, meglio, infedele verso chi?

Se c’è una parola che fa rima con religione, è proprio fedeltà. Perché un credente, ogni credente, si ritiene soprattutto tale, ovvero un buon fedele. Fedele ad una promessa, fedele a un comandamento. Fedele a un patto. Fedele a un Libro.

E non si può certo dire che ebrei, musulmani, cristiani, ma anche buddisti e induisti non siano fedeli: trasformano le loro vite, le loro azioni, i loro pensieri, proprio in nome di ciò! Altro che infedeli!

L’equivoco, spiacevole, nasce sovente dalla nostra costante perplessità nel considerare gli altri credenti come autentici credenti, osservanti seri, veri fedeli. Addirittura da rispettare, anziché biasimare; persino da stimare. Tutti servi che facciamo fatica a cogliere, perché in fondo il nostro egocentrismo del sacro è sempre più forte di qualsiasi altra nostra buona qualità.

Perché piuttosto non rallegrarci allora per tutti gli esempi di fedeltà che incontriamo? Perché non impariamo ad imitarli, gareggiando nel fare tutto il bene possibile, anziché osteggiare gli altri in nome di ambiguità che non portano a nulla se non a dissidi e a insensati conflitti?

Centro per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso- Trento 2017

Luoghi comuni 1 – Non c’è più religione!

Avete mai provato ad aprire un giornale? Tra Papa Francesco, guerre sante, questioni etiche e mondanità, le parole delle religioni abbondano ovunque! Avete mai osservato abbigliamenti e prescrizioni che portano credenti a vestire e a vivere diversamente la fede? Mai controllato sulle Pagine Gialle quanti sono i nuovi luoghi che propongono corsi spirituali?

E che dire del calendario? Per non parlare del cibo e di tutti i comportamenti derivati dalle regole religiose. Alla televisione spopolano frati e suore, alla domenica  son più di dieci le Messe trasmesse. E i milioni di persone che si recano in pellegrinaggio? Oltre al fatto che i figli battezzati superano ancora il novanta per cento …

Che significa allora non c’è più religione?! E’ vero, la confusione tra tradizioni e religione è ancora tanta, ma questo è sempre accaduto. La novità è però che son sempre di più le persone che si occupano per fede degli altri, ovvero che son mosse da fiducia, da speranza, da compassione per sostenere, accompagnare, consolare vivere la prossimità nei confronti di chi sperimenta disagio e solitudine.

Son molti di più quelli che pensiamo, ma non fanno notizia, e non trovano spazio nemmeno tra le pieghe della religione di cui parliamo.

Forse allora dovremmo trovare un nuovo vocabolario in grado di distinguere le parole. E dar loro senso. Per scoprire che le cose non son proprio sempre così come noi le pensiamo…

Centro per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso – Trento 2017

Orari dell’Ufficio Parrocchiale

 

Ricordiamo l’apertura dell’ufficio parrocchiale con la presenza di Benedetta, Maria ed Ornella

nei giorni:

lunedì e martedì dalle 9 alle 12

giovedì e il venerdì dalle 14.30 alle 16.30.

Per emergenze rivolgersi a Ornella (cell. 335 59 37 416). 

telefono ufficio: 0464 516314

indirizzo mail: arco@parrocchietn.it

indirizzo: Piazza delle Canoniche n. 6 – 38062 Arco

avvisi settimanali

1 Domenica di Avvento

“Vegliate: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà” (Mc 13,35)

L’attesa del Signore non deve intimorirci, non dobbiamo aver paura d’incontrarlo, i conti è necessario farli con la propria vita, ogni giorno, per essere pronti con la cintura ai fianchi e la lucerna acceasa, con l’abito della festa cucito addosso con il filo della giustizia.

Conoscere il sapore dell’attesa è vivere il tempo con i giusti ritmi: la fiducia nel tuo futuro, se sai aspettare, ti dà un domani. Se ti dai un futuro metti in moto l’ottimismo, cibo prezioso per il vivere. Se sai aspettare, perché credi nel tuo futuro, il tuo carattere muta e da spento diventa luminoso, da depresso, aperto. Se tu hai un futuro, sei capace di aspettare, di capire il silenzio dell’attesa, sai esercitare l’arte della pazienza, virtù di chi davvero vuole essere forte nel tempo delle facili promesse, mai mantenute.

So che Lui tornerà. Saprò aspettare, saprò vigilare e vegliare: Egli mi renderà saldo fino alla fine. (1Cor. 1,8)