
IL VOLTO BELLO DELLA CHIESA
Oggi contempliamo, nei testi che la liturgia della Solennità di Tutti i Santi ci offre, i volti luminosi di una folla innumerevole, volti segnati dall’amore del Dio vivente e riverbero della gloria di Cristo Risorto (1^ lettura). Lo scenario grandioso dell’Apocalisse ricco di simboli, di lode e di adorazione, parla al cuore e solleva le nostre aspirazioni al momento in cui anche noi, avvolti di eterna luce, contempleremo Dio “così come egli è”. Nell’attesa, siamo la Chiesa in cammino verso la Patria, santa nella sua radice battesimale e insieme bisognosa di purificazione (2^ lettura). La pagina evangelica delle Beatitudini ci avverte con semplicità che sarebbe un controsenso dirsi discepoli del Signore e “accontentarsi di una vita mediocre, vissuta all’insegna di un’etica minimalistica e di una religiosità superficiale” (san Giovanni Paolo II). L’uomo delle Beatitudini, Gesù, non ci illude. Ci chiede invece di stare con lui; di farci servi gli uni degli altri tra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio; di coltivare la santa ambizione di una vita cristiana vera e bella, che custodisce e trasforma in impegno e azione le parole del Signore. La vocazione di ogni uomo o donna è la felicità. Può essere cercata in tanti modi: nella brama del potere e del possesso, oppure nel gettarsi in distrazioni e divertimenti. I Santi hanno scelto un’altra via: si sono fidati della Parola del Signore e hanno trovato la felicità là dove nessuno la cercherebbe, nelle Beatitudini: povertà, mitezza, misericordia, purezza del cuore, pace, perdono, sofferenza. La strada è tracciata; sta a noi percorrerla, con la guida dello Spirito Santo.
don Francesco, vostro parroco






