XXIV Domenica del Tempo Ordinario 2026

Celebriamo la 24^ domenica del Tempo Ordinario. Il Vangelo proposto dalla liturgia ci pone davanti una questione centrale posta dall’apostolo Pietro a Gesù: “Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?”

E’ una domanda legittima sia per quei tempi e per il contesto in cui è stata posta, che ai giorni nostri. Gesù risponde: “Fino a settanta volte sette”, cioè sempre, senza porsi dei limiti! Capiamo da questa risposta e dall’esperienza personale che perdonare non è facile.

Le caratteristiche del perdono cristiano sono quelle di perdonare tutti indistintamente, sempre e in ogni circostanza. Se perdoniamo solo a coloro cui ci conviene, perché più forti di noi o a noi necessari, non siamo sulla scia del vero perdono. Il tale che aveva un debito di diecimila talenti siamo tutti noi, che usiamo talvolta male i doni che Dio ci elargisce.

Se lui continua a credere in noi, anche noi dobbiamo dare credito all’altro. Non perdoniamo allora perché ci aspettiamo un ravvedimento, ma perché Dio fa così.

Perdonare secondo la logica del Vangelo non è impossibile per chi sa riconoscere di essere stato a sua volta perdonato da Dio. Il perdono cristiano non ha limiti. Applica questa legge: quando il rancore ritorna, perdona ancora! Ricorda l’immenso debito che Dio ha condonato a te.

San Paolo ci offre nel breve testo della Lettera ai cristiani di Roma una motivazione molto forte per esercitare il perdono dalle offese: con il Cristo Risorto noi formiamo un solo corpo, per cui non viviamo più per noi stessi, ma per il Signore al quale apparteniamo.

don Francesco, vostro parroco