IV Domenica di Pasqua 2026

Celebriamo la 4^ domenica di Pasqua. Ogni anno leggiamo un  passo tratto dal 10° capitolo del Vangelo di Giovanni. Ricorre anche  la 63^ giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. 

La prima lettura, tratta dal libro degli Atti degli Apostoli, ci riporta  il discorso di Pietro pronunciato il giorno di Pentecoste davanti alle  persone che si sono raccolte dopo la discesa dello Spirito Santo.  “Che cosa dobbiamo fare, fratelli?”. Così gli ascoltatori reagiscono  all’annuncio pasquale di Pietro. Anche noi vogliamo fare nostra  questa domanda.  

La Pasqua e la vita nuova che ne scaturisce ci interpellano con  il loro dono esigente: siamo chiamati a rispondere alla Parola di Dio  con scelte concrete, che si lascino da essa nutrire e illuminare. Pietro  ricorda che la vocazione fondamentale che tutti riceviamo è quella  battesimale, che ci chiede però di corrispondere al dono ricevuto in  forme concrete di discepolato, attraverso una continua conversione  all’amore di Dio che ci precede e continuamente ci trasforma. 

Il pastore – dice Gesù nel Vangelo parlando di sé – chiama le  sue pecore ciascuna per nome, e le conduce fuori, attraverso vie  diverse, da quella matrimoniale a quella sacerdotale, da quella  religiosa a quella laicale e a quella consacrata, rimanendo però nel  mondo attraverso gli istituti secolari. Tutte queste “vocazioni” sono  accomunate dall’offrirci “vita in abbondanza”.  

Infatti, al di là delle singole scelte, ciò che a tutti viene donato è  la qualità di una relazione piena con colui che, come scrive Pietro  nella sua prima lettera, è il pastore e il custode delle nostre anime e  dunque della nostra gioia.  

 don Francesco, vostro parroco