
Ogni anno nella prima domenica del cammino quaresimale la liturgia ci pone di fronte al dramma della tentazione. Quella dei nostri progenitori Adamo ed Eva e quella di Gesù.
Un richiamo alla realtà della vita, dove sperimentiamo le tentazioni che come credenti incontriamo sul nostro cammino.
Il testo del libro della Genesi ci ricorda la tragica realtà del peccato: il momento in cui si è rotta l’armonia originaria tra Dio e l’uomo. Il Maligno in modo diabolico seduce l’uomo, gli promette di essere come Dio (non riconoscendosi più creatura). L’uomo con il peccato si riscopre “nudo”, impoverito, privato per sua colpa di un rapporto vero con Dio, con se stesso e con l’altro.
Anche Gesù ha affrontato le tentazioni. Il suo atteggiamento di fronte alla prova ci illumina e ci guida su un cammino di obbedienza e di apertura alla Parola di Dio.
E’ la conversione alla quale ogni cristiano è chiamato! Per riprendere le tentazioni del Diavolo a Gesù: non più il piacere del cibo, ma la fame del “pane” della Parola di Dio. Non più la presunzione, ma l’umiltà. Non più il sembrare, ma l’essere davanti a
Dio.
Oggi Gesù ci insegna in cosa consiste essere veri figli di Dio: scoprirsi infinitamente amati da un Padre, accogliere la grazia di una fiducia incrollabile e totale, certi che Lui donerà sempre ciò di cui noi suoi figli abbiamo bisogno. Gesù ha affrontato e superato le tentazioni. In Lui l’umanità ha ritrovato il cammino verso Dio.
Ecco allora come vivere il nostro cammino verso la Pasqua di Risurrezione: ascoltare la Parola di Dio, meditarla e pregarla, così da renderla luce per i nostri passi, lampada sul nostro cammino.
don Francesco, vostro parroco






