
AVVENTO TEMPO DI ATTESA
Avvisi settimanali 25 aprile – 2 maggio
Avvisi settimanali dal 25 aprile al 2 maggio 2021
✔ Lunedì 26 aprile, Direttivo Noi Oratorio Arco-Oltresarca alle ore 19.30, in Oratorio.
✔ Venerdì 30 aprile, continua il Corso fidanzati alle ore 20, in Oratorio.
✔ Sabato 1° maggio la Santa Messa delle 8.30 sarà celebrata in onore di San Giuseppe lavoratore.
| Anno di S. Giuseppe
Dall’8 dicembre 2020 all’8 dicembre 2021 Papa Francesco ha promulgato l’anno in onore di S. Giuseppe con la possibilità di ricevere l’Indulgenza plenaria il 19 marzo, il 1° maggio, la Festa della Sacra Famiglia, ogni 19 del mese e tutti i mercoledì secondo le condizioni stabilite: preghiera del Credo, Padre nostro, Ave Maria e Gloria, secondo le intenzioni del Santo Padre. Confessione e Comunione, preghiera a S. Giuseppe e un Atto di Carità in onore di San Giuseppe. |
✔ Sabato 1° maggio, confessioni dalle 16 alle 17,45.
✔ RACCOLTA VIVERI PRO CARITAS
A partire da sabato 1° maggio e così, per tutte le domeniche del mese mariano, i Gruppi di Catechesi sono invitati alla solidarietà raccogliendo alle celebrazioni festive (sabato sera e domenica) nelle apposite scatole, che saranno poste in Collegiata, generi alimentari a lunga conservazione (pasta, riso, olio, zucchero, farina, latte, tonno, fagioli, piselli, pelati, biscotti, pannolini).
✔ Se ci fosse qualche persona anziana o ammalata che desidera essere visitata da un sacerdote o desidera la Santa Comunione contatti don Francesco al 340 26 20 320 o l’ufficio parrocchiale al 0464 516314 il martedì e il venerdì dalle ore 9 alle 11.30.
✔ TelePace Trento trasmette ogni giovedì alle ore 16, il Rosario registrato in Collegiata il 4 marzo.
✔ L’ufficio parrocchiale è aperto il martedì e il venerdì dalle ore 9 alle 11,30.
Per chi desidera essere al corrente delle iniziative della Parrocchia sono disponibili gli Avvisi posti alle porte di uscita della chiesa, dopo le Messe domenicali. Si possono ricevere anche via email scrivendo a: arco@parrocchietn.it
IV Domenica di Pasqua – Il pastore che guida alla salvezza

Il Vangelo della 4^ domenica di Pasqua è preso ogni anno dal capitolo 10 dell’evangelista Giovanni, dove Gesù stesso si presenta come Colui che passando per la morte e risorgendo a vita nuova, è il vero buon Pastore, che guida il suo popolo per le vie della storia verso la meta eterna dell’incontro con il Padre.
I tre momenti della missione del Buon Pastore sono: il suo ministero, durante la sua vita pubblica; il dramma della sua passione, morte e risurrezione; le apparizioni da Risorto. Come vero Pastore ha lasciato ai suoi e a tutta la Chiesa il dono del suo Corpo e del suo Sangue, segno di quell’amore che giunge fino al dono della vita. Dopo la risurrezione, Gesù non muove rimproveri agli apostoli, ma li richiama alla fede e alla comprensione della sua Parola, li conforta, cammina accanto a loro come pellegrino sulle strade della storia, condivide con loro il banchetto fraterno. Gesù è Pastore: si impegna per la vita del suo gregge, pronto anche a pagare di persona. La missione di Cristo, continuata dagli Apostoli e dai loro successori, ha visto il succedersi di molti pastori nella storia della Chiesa. Hanno avuto e hanno il compito di rendere visibile la presenza di Cristo: sono chiamati “ministri” del Signore, vale a dire servitori di Cristo e dei loro fratelli, e specialmente dei poveri.
Gesù, bello e buon pastore, hai visto i tuoi fratelli smarriti, preda dei lupi, ingannati dai mercenari, laceri e affamati nel deserto. Hai detto al Padre: “Vado io”. E lui ti ha lasciato partire, perché il grido degli altri figli aveva già trafitto il suo cuore. Tu sei sceso, li hai chiamati per nome, la tua voce dolce e forte ha svegliato la speranza: ti hanno seguito, sono rinati. Non ti è bastato. Li volevi figli come te. In loro hai trasfuso la tua stessa vita e il Padre ti ha reso il Pastore, per sempre.
don Francesco, vostro parroco
III Domenica di Pasqua – Riconoscere il Signore risorto

Il Vangelo della terza domenica di Pasqua ci riporta l’apparizione del Risorto agli apostoli nel cenacolo a Gerusalemme. In tutti i racconti delle apparizioni di Gesù dopo la resurrezione c’è un dato costante: i discepoli non lo riconoscono. L’apparire improvvisamente è un modo per presentare la realtà nuova del Risorto. Come per i discepoli di Emmaus, il punto di arrivo a cui il Risorto vuol condurre gli Undici è di ri – conoscerlo vivente e credere in Lui. Il Signore appare al gruppo degli Undici, i primi credenti. Nonostante le testimonianze precedenti permangono i dubbi e le difficoltà a credere. Gesù da prova di grande pazienza: dialoga con loro, accoglie i loro dubbi, è attento alle loro difficoltà, li conduce poco alla volta ad una realtà nuova che li supera e li trascende. Fa loro il dono di sperimentare la verità della sua presenza corporea: li invita a toccare e guardare, chiede loro del cibo per condividere ancora quella convivialità, che apparteneva al loro vivere insieme. Li invita a rileggere le Scritture alla luce della sua passione, morte e resurrezione: a riconoscere che lui, Il Risorto, altri non è che il Crocifisso, passato da questo mondo al Padre. Le apparizioni non sono mai rivolte ai singoli, anche quando Gesù appare ad uno solo; vi è sempre l’invito a portare l’annuncio ai fratelli.
Signore Gesù, quanta fatica hai affrontato per aiutare i tuoi amici a riconoscerti risorto, lo stesso di prima, ma tutto nuovo. Hai mangiato del pesce, ma avevi fame della fede degli apostoli, prima, e di tutti gli altri, dopo. Grazie a loro, anch’io ti ho conosciuto, ho visto te nella Chiesa, ho ricevuto la tua Parola e la tua Vita. Aiutami ad essere vero: che io non dica di conoscere te, di amarti davvero, mentre non riconosco il tuo volto nel fratello.
don Francesco, vostro parroco
II Domenica di Pasqua – Il risorto in mezzo ai suoi

La seconda domenica di Pasqua è chiamata tradizionalmente “domenica in albis” o “della Divina Misericordia”. E’ la domenica dei doni del Signore Risorto e della beatitudine dei credenti. Gesù – racconta l’evangelista Giovanni – si presenta in mezzo ai suoi amici e dona la sua pace, radice dell’unità e dell’aiuto tra i fratelli; trasmette la propria missione agli apostoli, perché continuino a realizzarla visibilmente nel mondo; quindi realizza la promessa del dono dello Spirito Santo, che li rende capaci di fare le stesse opere, a cominciare dal perdono dei peccati, manifestazione della meravigliosa misericordia di Dio. La difficoltà di Tommaso a credere alla testimonianza degli altri apostoli apre la strada alla nostra fede, senza pretendere di vedere, e alla nostra beatitudine (“beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”), in attesa dell’incontro definitivo con il Signore, quando ci presenteremo davanti a Lui.
Il primo e necessario dono del Risorto è la PACE. Per ben tre volte con le parole “Pace a voi”, Gesù, il Vivente, saluta gli apostoli. Il dono della pace raggiunga tutti noi, le nostre famiglie, la nostra comunità, la Chiesa tutta e l’umanità, in questo tempo di prova e sofferenza, a causa della pandemia e delle sue conseguenze psicologiche, relazionali, sociali ed economiche.
Apostoli del Signore non attendevate nessuna novità. Sulla pietra del sepolcro per voi era scritta la parola: fine!, parola capace di uccidere la speranza. Tre giorni di paura, voglia di tornare ognuno a casa sua. E poi la incredibile realtà: “Pace a voi”, ed è lui, vivo. Avete ricevuto la missione che lui stesso aveva dal Padre, avevate bisogno dello Spirito e ne siete stati riempiti. Anch’io, grazie a voi, ho ricevuto il perdono che rende nuovi, e, grazie a Tommaso, credo senza vedere e sono beato.
don Francesco, vostro parroco
Domenica di Pasqua

“Cristo è risorto! E noi abbiamo la possibilità di aprirci e ricevere il suo dono di speranza. Apriamoci alla speranza e mettiamoci in cammino; la memoria delle sue opere e delle sue parole sia luce sfolgorante, che orienta i nostri passi nella fiducia, verso quella Pasqua che non avrà fine.”
Papa Francesco
Cristo è risorto, con Lui fiorisce la nostra fede, rinasce la speranza, l’amore diviene vita. La gioia della Pasqua riempia i nostri cuori.
Buona Pasqua a tutti!
Sabato Santo

Signore Gesù Cristo, nell’oscurità della morte Tu hai fatto luce; nell’abisso della solitudine più profonda abita ormai per sempre la protezione potente del Tuo amore; in mezzo al Tuo nascondimento possiamo ormai cantare l’alleluia dei salvati. Concedici l’umile semplicità della fede, che non si lascia fuorviare quando Tu ci chiami nelle ore del buio, dell’abbandono, quando tutto sembra apparire problematico; concedici, in questo tempo nel quale attorno a Te si combatte una lotta mortale, luce sufficiente per non perderti; luce sufficiente perché noi possiamo darne a quanti ne hanno ancora più bisogno. Fai brillare il mistero della Tua gioia pasquale, come aurora del mattino, nei nostri giorni; concedici di poter essere veramente uomini pasquali in mezzo al Sabato santo della storia. Concedici che attraverso i giorni luminosi e oscuri di questo tempo possiamo sempre con animo lieto trovarci in cammino verso la Tua gloria futura.
Venerdì Santo

Riscopriamo il volto sofferente dell’Uomo-Dio e in esso le angosce della storia umana, ma illuminata da una luce di reale speranza.
“Croce solitaria ti incontro sul mio cammino, ti amo nello spavento; tu sei la mia ancora, tu parli alla mia anima; nelle ore più forti sento piantata nel mio cuore, ti disprezzo e ti amo, ti disprezzo, ma, povero me se tu scomparissi dal mio sentiero della vita”
Don Zeno Saltini
Giovedì Santo – Messa in “Coena Domini”

“Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.”
Gv 13, 15


