V Domenica di Pasqua 2026

Celebriamo la 5^ domenica di Pasqua. Il Vangelo ci riporta nel  Cenacolo, in un momento di grande intimità di Gesù con i suoi  discepoli, poco prima dell’arresto, del processo e della condanna alla  morte in croce.  

La cena pasquale è terminata e Giuda è già uscito dal  Cenacolo, nella notte. Gesù si intrattiene con i suoi perché ha da  comunicare delle verità non ancora rivelate. E’ un colloquio non solo  da Maestro a discepoli, ma da Amico ad amici, anzi di confidenza e  unione familiare.  

Un velo di tristezza regna nel gruppo, perché Gesù ha detto che  sta per andarsene. Egli li incoraggia a non essere turbati: non potrà  mai abbandonarli, anche se sta per “andare al Padre”.  

Tommaso pone un’obiezione e Gesù si fa conoscere come  l’unica via che porta alla verità e dona la vita. Poi, nel dolce e forte  rimprovero a Filippo, afferma qualcosa di umanamente inaudito, da  vertigini per la fede: “Chi ha visto me, ha visto il Padre”. Dio e l’uomo  sono uniti nella persona di Gesù. Egli è vero Dio e vero uomo!  

La nostra fede poggia su questo mistero. Pur immersi nelle  tribolazioni della vita, vogliamo mantenere viva e salda la nostra fede  per “restare cristiani”. Oggi, in questo nostro “qui e ora”, il Risorto ci  viene incontro per confortarci: “Non sia turbato il vostro cuore.  Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”. 

Gesù, “pietra viva” (2^ lettura), ci ha scelti “quali pietre vive”, per  costruire “l’edificio spirituale” della sua Chiesa. Con il battesimo tutti  siamo chiamati a formare un popolo che proclama con le parole e  con le opere la presenza salvifica del Signore Risorto nella storia del  mondo e nella vita di ciascuno. 

 don Francesco, vostro parroco