V Domenica di Quaresima – 2026

Siamo giunti alla 5^ domenica di Quaresima. Tutti i testi della  liturgia della Parola sono un inno alla vita e alla risurrezione.  

A noi, che conosciamo la fragile precarietà dell’esistenza, oggi  Gesù si presenta come colui che possiede e dona la vita. Riportando  alla vita l’amico Lazzaro, egli prefigura e anticipa la sua imminente  passione, morte e risurrezione e rivela la vita piena e felice che il Padre  prepara per noi.  

In questo cammino quaresimale – che come ricordavamo nelle  scorse domeniche – è un cammino catecumenale, cioè di preparazione  al Sacramento del Battesimo, le parole pronunciate da Gesù vicino al  sepolcro di Lazzaro, risuonano come un invito alla vita. “Lazzaro, vieni  fuori!”: l’uscita di Lazzaro dal sepolcro diventa l’immagine del  battezzato che risale dall’acqua del battesimo, risorto a una vita nuova.  

Lazzaro è chiamato per nome, e anche ciascuno di noi nel  battesimo abbiamo ricevuto un nome, perché la salvezza ci coinvolga  personalmente. Siamo noi che oggi usciamo dal sepolcro, che  passiamo dalla schiavitù del peccato alla dignità di figli di Dio, dal  dominio della morte alla vita scaturita dalla risurrezione di Cristo. “Io  sono la risurrezione e la vita… Chiunque vive e crede in me non morirà  in eterno”. E tutto questo avviene ora, nel nostro presente, nell’oggi  della nostra fede: “Credi questo?…. Sì, o Signore, io credo”. 

Il miracolo prefigura l’imminente passaggio di Gesù dalla morte  alla vita, dalla croce alla gloria. Cristo vince la morte: ci chiede di  confidare in lui, anche nelle ore più buie, perché nessun dolore è senza  speranza per chi ha fede. 

 don Francesco, vostro parroco