
Celebriamo la 22^ domenica del Tempo Ordinario. La pagina evangelica di Matteo ci riporta la continuazione del testo di domenica scorsa che – se ricordate – riportava la professione di fede di Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!”. Con l’apostolo Pietro anche gli altri discepoli hanno compreso chi sia veramente Gesù.
E’ ora necessario che il Maestro cominci a “spiegare ai suoi” una lezione molto difficile da comprendere: egli deve realizzare il piano di Dio, anzitutto con il compito doloroso e umiliante del “servo sofferente”, fino a “venire ucciso e risorgere” come Messia glorioso.
Pietro cerca di distoglierlo da questo piano e riceve un durissimo rimprovero, perché diventa “scandalo”, non pensando “secondo Dio, ma secondo gli uomini”. La parola “scandalo” in questo contesto significa “ostacolo”. Gesù richiama Pietro a non essere di ostacolo/impedimento alla sua missione di salvezza del genere umano.
Gesù presenta poi il suo “manifesto”, che va oltre ogni logica umana ed è impressionante per le sue esigenze radicali. Non fa promesse allettanti, non cerca applausi o facili consensi. Vuole invece discepoli forti, disposti a vincere se stessi e perdere anche la propria vita per causa sua.
Se si vuole seguire Gesù si dev’essere pronti ad incamminarsi con lui verso la croce. Le mani vuote e il cuore aperto del Crocifisso sono la potenza di Dio e chi vuole essere con lui deve accettare di rischiare la propria vita, seguendone l’esempio.
La sua scelta di abbracciare la stoltezza e la debolezza della croce dev’essere, infatti, anche la scelta dei suoi discepoli, nella loro lotta contro la sapienza e le potenze del mondo.
don Francesco, vostro parroco






