XXI Domenica del Tempo Ordinario 2026

Celebriamo la 21^ domenica del Tempo Ordinario. La pagina  evangelica di Matteo ci riporta una tappa fondamentale del  cammino dei discepoli con Gesù. Nella regione di Cesarea di  Filippo, Gesù volendo sondare la fede dei suoi discepoli chiede  anzitutto a loro quale sia l’opinione della gente su di lui. Dalle loro  risposte capiamo che anche allora, come del resto oggi, c’è molta  confusione e ignoranza circa l’identità del Maestro di Nazareth.  

In un secondo momento Gesù chiede direttamente a loro che  cosa “vedono” di lui. Pietro, a nome del collegio apostolico,  proclama la fede nel “Cristo, Figlio del Dio vivente”. A questa  professione di fede Gesù lo proclama “roccia” della Chiesa,  cambiandogli il nome per indicare che, nonostante le debolezze o le  lotte che avrebbe incontrato, egli deve conservare alla Chiesa la  solidità della roccia. A lui affida anche le chiavi, segno di dignità e  potere per aprire a tutti le porte belle di Dio.  

Se la Chiesa è il dono di Dio, in un tempo come il nostro in cui  tutto viene messo in discussione, il cristiano continua a sentirsi  “pietra viva” per edificare la Chiesa con una fede viva e cooperante  con gli altri fratelli. 

Cristo non è ciò che dico di lui, ma ciò che vivo di lui con  gli altri. Non lasciamoci impressionare da nulla e da nessuno, né  dai difetti e limiti degli uomini di Chiesa (sono anzitutto uomini,  prima che ministri di Dio!). Nella Chiesa ognuno può trovare quello  che serve per la salvezza. Occorre pensare non alla Chiesa che  immaginiamo, ma a quella voluta da Cristo, con tutto il popolo di  Dio e i suoi pastori, obbedire ai quali è obbedire a Cristo stesso:  “Chi ascolta voi, ascolta me”. 

 don Francesco, vostro parroco