XIX Domenica del Tempo Ordinario 2026

Celebriamo la 19^ domenica del Tempo Ordinario. Nella Bibbia il mare è simbolo delle forze minacciose del male, luogo dove l’uomo si confronta con il dubbio e la paura che lo abitano.

Nella stupenda pagina evangelica Matteo descrive l’incontro di Gesù con i discepoli durante la traversata del lago di Tiberiade, chiamato anche mare di Galilea. Il problema reale dei discepoli non sono le onde che agitano la barca o il vento contrario alla navigazione; la “vera battaglia” non è all’esterno, ma si gioca all’interno del cuore. Non fu un caso che Gesù “costrinse” i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva: era venuto per loro il momento del grande passaggio, dalla paura all’altra riva della fede.

La vita altro non è che questa lunga attraversata, dove impariamo a riconoscere la presenza di Dio nell’ascoltare il sussurro leggero della sua voce. La sua Parola è “voce sottile di silenzio” più forte di vento, terremoto e fuoco, più potente delle voci di grandi acque. Il Signore non apre il mare come ha fatto durante la liberazione del popolo di Israele dalla schiavitù egiziana, durante l’Esodo, ma dona a noi, come a Pietro, la capacità di “camminare sulle acque”, di sottometterle, senza esserne sommersi.

Si tratta di fidarci della sua voce che continuamente ci chiama: “Vieni!”, per giungere all’altra riva, dove il grido di paura si cambia in professione di fede: “Davvero tu sei Figlio di Dio!”.

Affidiamoci con fiducia al Signore Gesù. Nessun vento, nessuna tempesta, nessun dubbio e nessun timore devono impedirci di credere in Lui. La fede è garanzia che egli è sempre con noi, anche nei momenti più dolorosi, fonte perenne di serenità e di pace.

don Francesco, vostro parroco