
LA VITA DI DIO E’ IL RESPIRO DEL CRISTIANO
Celebriamo la 13^ domenica del Tempo Ordinario. Per la grazia del Sacramento del Battesimo, il cristiano non appartiene più a se stesso, ma è “vivente per Dio” e appartiene a Cristo Gesù, morto e risorto per lui (2^ lettura).
La vita divina, ricevuta in dono e che circola nell’esistenza di ogni battezzato, muove pensieri e azioni; plasma sentimenti e affetti; orienta aspirazioni e relazioni. In questo modo chi ha ricevuto il Battesimo vive e agisce secondo la parola di Gesù, il suo insegnamento.
E’ in questo contesto che si collocano le istruzioni del Maestro di Nazareth ai suoi discepoli (vangelo). Gesù rivendica per sé il primato assoluto su tutto e su tutti. Gli affetti familiari più cari e le amicizie più sincere non dovrebbero mai essere di impedimento alla relazione più profonda che per il cristiano è quella con Dio.
E’ allora degno di Gesù: chi sa interpretare l’esistenza in tutte le sue sfaccettature alla luce della Sua Parola, persuaso che tutto proviene e si riceve da Dio; chi, in nome suo, prende su di sé i travagli e le sofferenze che crocifiggono la carne e lo spirito; chi non preserva egoisticamente la propria vita, ma la dona con amore e la nutre con l’ascolto accogliente e umile di chi parla e agisce in nome del Maestro, di chi pratica il Vangelo e dà ragione della sua speranza.
Chi agisce così appartiene alla categoria dei “piccoli”, che Gesù guarda con particolare predilezione. Nella loro fedeltà vede rispecchiato se stesso, e l’acqua fresca donata onora lui, mentre disseta chi la beve. Fresca come l’animo gentile e il cuore buono della donna che si muove a compassione per l’uomo di Dio, Eliseo (1^ lettura).
don Francesco, vostro parroco






