II Domenica di Pasqua – 2026

Celebriamo la 2^ domenica di Pasqua, tradizionalmente  chiamata “domenica in albis” o domenica della divina Misericordia. Il  testo evangelico di Giovanni ci narra le prime due apparizioni di Gesù  risorto ai suoi discepoli. Tutte e due avvengono “il primo giorno dopo  il sabato”, a distanza di otto giorni. Cristo, dunque, risorge, appare e  riappare il primo giorno dopo il sabato.  

Ecco come nasce la nostra domenica: “il nuovo giorno”, il giorno  del Signore, inaugurato dalla risurrezione di Cristo. “Da allora il  cristiano non potrebbe più vivere senza celebrare quel giorno e quel mistero” (CEI, Il giorno del Signore). Infatti, questo dichiarano i  quarantanove martiri di Abitène con a capo il prete Saturnino (siamo  nel 304 d.C.): “non possiamo vivere senza celebrare il giorno del  Signore”, e affrontano la morte piuttosto che rinunciare a celebrare il  giorno del Signore. 

La liturgia ci rimanda oggi al senso profondo del nostro  Battesimo, facendoci attingere alle sorgenti della Pasqua scaturite  dalla passione, morte e risurrezione di Cristo. E’ un’immersione nella  Vita! Con l’apostolo Tommaso (Vangelo) celebriamo la nostra  “seconda nascita”: siamo nati alla fede perché rigenerati dalla  “grande misericordia” del Padre, e partecipi di questo dono, ci  scopriamo insieme Corpo di Cristo, sua Chiesa, comunità di salvati  (1^ lettura).  

La risurrezione operata in noi nel Sacramento del Battesimo  non ci sottrae alla fatica quotidiana del credere, ma attraverso le varie  prove della vita, ci rigenera “per una speranza viva” (2^ lettura): la  nostra eredità di figli amati e perdonati che ora confessano con  Tommaso, pur senza vedere: “Mio Signore e mio Dio!” 

  

 don Francesco, vostro parroco