IV Domenica di Quaresima – 2026

Siamo giunti alla 4^ domenica di Quaresima, chiamata  tradizionalmente “domenica della gioia”. Come già ricordato la scorsa  domenica in questo anno A i testi evangelici festivi, in preparazione  alla Santa Pasqua, ci propongono un itinerario catecumenale, per  meditare sul dono ricevuto nel giorno del nostro Battesimo.  

Oggi il simbolo che la Parola riporta è la luce, attraverso la storia  della guarigione del cieco nato. Il miracolo compiuto da Gesù è  raccontato da Giovanni in appena 2 versetti su 40, perché  l’evangelista vuole attirare la nostra attenzione non sul miracolo in sé,  ma sul dibattito che esso suscita. Il tema della luce, contrapposta  alle tenebre, è caro all’evangelista Giovanni. Nel prologo infatti  leggiamo: “La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno  accolta!”.  

Mentre il cieco si avvicina gradualmente alla luce, in parallelo,  ma in direzione opposta, i farisei sprofondano nella cecità più  assoluta e non si aprono alla verità di Gesù. Il cammino del cieco è  un procedere alla scoperta della vera identità di Colui che lo ha  guarito: all’inizio ne parla semplicemente come di “quell’uomo  chiamato Gesù”; poi afferma nettamente che deve trattarsi di “un  profeta”; quindi arriva a proclamare con coraggio che è uno che  “viene da Dio”; infine approda alla fede nella rivelazione piena: Gesù  è “il Figlio dell’uomo” e “il Signore”.  

Il cieco nato e guarito ci rappresenta, e il fatto che non abbia un  nome ci aiuta a rispecchiarci nella sua storia con il nostro volto e il  nostro nome. Anche noi siamo stati “illuminati” da Cristo nel  Battesimo, e quindi dobbiamo comportarci come “figli della luce” (2^  lettura).  

 don Francesco, vostro parroco